canzoni stonate

siamo tornati da roma dopo un finesettimana intensissimo dove IL padre ha conosciuto un pezzo di mondo della vostra. le cose che gli sono piaciute di piu' sono state i sampietrini e la porchetta

(capito perche' lo amo? e perche' – soprattutto – LUI mi ama?)

 

neanche il tempo di tornare che sono stata inghiottita dal gorgo produttivo dell'ultimo film del mio regista preferito, che a sto giro gli era presa la sindrome di Lars Von Trier e oltretutto ci aveva il pepe al culo che non lo fermavi neanche a sparargli (un regista e' un regista e' un regista e' un regista…).

io cercavo di stargli appresso col panzone e lo strano senso di inadeguatezza che ho ormai da mesi quando mi trovo in contesti troppo ggiovani o troppo rock'n roll per quelle che sono le mie condizioni.

morale, che alla fine delle riprese mi ci e' voluta una settimana in stato vegetativo per riprendermi: raffreddata e stancamorta, guardando alternativamente il soffitto e historychannel mentre IL padre mi preparava amorose infusioni, ho pensato ecco: qui e' finita.

 

gia'. dopo i primi tre mesi di vero e proprio letargo, il secondo, larghissimo trimestre (che in realta' e' cominciato a meta' del terzo mese ed e' finito all'inizio del settimo) e' stato di iperattivismo e gioia di vivere e sesso e un sacco di cose belle e sane… mentre i due mesi che mi aspettano sono sotto il segno del fastidio: devo pisciare una volta ogni ora, se sto troppo tempo in piedi mi fa male la schiena (che mi fa male anche se sto troppo tempo seduta o troppo tempo sdraiata), ancora non sono arrivate ufficialmente ma gia' hanno dato le prime avvisaglie le fottutissime emorroidi e a scopare mi viene il fiatone.

 

per cercare di starci un po' piu' dentro ho cominciato a fare yoga, ma oltre al dolore (sano) dovuto al fatto che non pratico attivita' sportive da mesi, c'e' l'imbarazzo nel seguire una disciplina che pretende di connettere strettamente i muscoli con l'anima, con tutte quelle metafore, con i minchia di mantra che mi fanno venire da ridere, schiacciati l'indice che li' sta l'ego ah ok passami un martello cosi' la facciamo finita una volta per tutte, qua c'e' il sole e qua c'e' la luna… e qua c'e' sto cazzo che ti si incula…

o forse e' solo che gli unici corsi che ho seguito finora, i premaman, sono kundalini e quindi decisamente troppo fricchettoni. magari con l'hata o con lo yengar non mi sentirei cosi' ridicola e fuori posto.

 

lo yoga e i corsi di preparazione al parto mi hanno fornito una ottima scusa per abbandonare la scuola di catalano. li' per li' ho pensato ole', che si fotta la normalitzaciò linguistica e l'indipendentismo tutto, ti pare che torno a scuola alla mia eta' e poi, diciamocelo, per imparare una lingua piu' minoritaria dell'italiano…

pero' devo ammettere che ora, ogni tanto, di nascosto pure da me stessa, apro il libro di testo e faccio due esercizi stronzi.

perche' magari il catalano non lo parla tanta gente, ma per me e' la lingua del cuore. la parla IL padre e la parleranno IL figlio o LA figlia.

 

un'altro tema che a partire dal sesto mese e' stato all'ordine del giorno nei discorsi dei parenti e anche degli sconosciuti che si scontravano per caso con la mia panza: la creatura ha il pisello o la pisella? ma non si vedeva o proprio non avete voluto saperlo? siete veramente degli hippy!

no, non abbiamo voluto saperlo. l'abbiamo vissuto come un esercizio di antisessismo.

io in realta' all'inizio della gravidanza ero terrorizzata dall'idea di avere un figlio maschio (mica per altro… e' che ho conosciuto troppi, infelici figli di femministe). poi l'ansia da prestazione e' finita pure quella e adesso siamo pronti per qualsiasi cosa e qualsiasi cosa sia andra' bene. alla fine, nella vita, ho conosciuto anche alcuni uomini decenti.

solo speriamo che – come diceva mia nonna – sia san@ e liber@.

 

un segno del suo benestare e' il movimento. si muove moltissimo e con poca grazia, tanto che il suo soprannome ufficiale e' per ora jabali' (cinghialett@). io ci parlo e gli canto pure, perche' pare che le canzoni che i bamboz sentono quando stanno nella pancia poi le riconosceranno una volta fuori, e avranno un potere quasi magico. il problema e' che ci sono poche canzoni che mi piace cantargli. finora le hit sono:

la gatta di Gino Paoli, after hours dei Velvet Underground, via del campo di De Andre' e el universo sobre mi di Amaral.

me ne suggerite altre?

 

 

e visto che avete avuto la pazienza di leggere le mie stronzate fino a qui…

eccomi a voi, piena di perversa grazia

30 settimane e mezzo

alle 30 settimane e mezzo 😉 

16 thoughts on “canzoni stonate”

  1. Pensiero stupendo..

    per te per lu/ei e come suggerimento di canzone..il trash rende felici 😉

    bbaci zia

  2. grazie a tutti e tutte per i consigli 🙂

    specialmente all’allenatore nel pallone (ovale) -> quale onore che passi di qua :))))

    si’ che ci do’ di musica classica, certo che facciamo gli esercizi preparto e i commenti li modero perche’ non sono stata capace di settare l’antispam.

    cataluña storicamente e’ una terra di commercianti e la sua lingua purtroppo ne risente, cosi’ come le sue dichiarazioni d’amore.
    ti amo tanto per esempio si dice t’estimo molt (che e’ un poco come dire “credo che tu vali molto”. non so se all’oncia o al barile, comunque preferisco te quiero anche a ti amo…)

    e no, non ho ancora partorito.
    il delivery e’ previsto per meta’ dicembre. e perche’ non scrivo lo spiego nel prossimo post 😉

  3. Che peccato che non scrivi più… magari hai quelle 23746872648726487593159519 cosette da fare tipo se è nat@, però usi così bene le parole… un bacio và!

  4. Ciao silvie’,
    per il mal di schiena ti do’ un esercizio semplice da fare che agisce sulla parte lombare.
    Sdraiati a pancia sopra, piega le gambe lasciando i piedi a terra, respira con la pancia, trattieni per 3 secondi e butta fuori l’aria.
    Ripeti questa operazione una 20ina di volte, vedrai che andra’ meglio.

    Ciao
    Darione

    P.S.
    ma un po’ di musica classica per il/la bambin@ !?!?!?!?

  5. a mio fratello minore cantavo varie cose, da fondamentali temi di vetero comunismo (hanno quell’aria cantilenante e minacciosa che convince le persone a star buone) a ballate più o meno assurde. però ti consiglio “sing a sogn for you” di tim buckley, se serve te la procuro.

    ciao bella panza. 🙂

  6. beh….troppa robba da dire, manco pure da un bel po’ dal tuo blog (come dal mio ecc…)
    …pero’ una domanda…
    lui sta facendo esercizi pre-parto?
    …perche’ sara’ presente anche lui, ovviamente!!!
    … il 31 dicembre 2006 ho visto un mio amico mezz’ora dopo il parto della sua compagna, a cui lui aveva assistito (entrando di straforo, sebbene con camice, mascherina….)….e dalla sua faccia completamente felicemente sconvolta ho capito che, se mai avro’ un figlio, pur’io ci saro’ per forza al parto, nonostante io sia uno piuttosto svenevole…
    bacioni panzoni,
    Ugo

    p.s. mi madre mi cantava le hit italiane anni ’60 come ninna-nanna! voi potrete cantargli insieme celentano e manu chao….

  7. cara zietta,
    uno yoga che ti dice cazzate di questo tipo e’ MORTE per vecchi bacucchi, tra l’altro non dovrebbe intervenire sui muscoli e l’anima ma sulla postura… quindi sulle ossa, le articolazioni e lo spazio vuoto che c’e’ fra di loro, esercizi per affilare il coltello, insomma. Suppongo che ti basterebbe fare qualcosa x rilassare le lombari…
    ma non ne so nulla di gravidanza (per mia fortuna)

    per la musica io direi un throbbing gristle novello 🙂

  8. vabbè… al di la di tutto mi permetto un sincero: madò ke tette!!! ma sono marmoree come sembrano???
    vabbè))))) felice giornata e non ti ci fissare troppo con Historicalcennelll!
    felice dì Silviè…

  9. Per le canzoni mi permetto di consigliarti di inventarle sul momento: amplifichi la magia, ma poi cerca di ricordartele.
    Per lo yoga, kundalini non mi sembra il caso, una volta un amico che mi ospitava mentre ero senza casa tento’ di insegnarmelo. Ero presa malissimo, gli ho risposto piu’ o meno come te e siamo diventati amanti 🙂
    Vai di Yengar, ascultame amme’.

  10. “schiacciati l’indice che li’ sta l’ego ah ok passami un martello cosi’ la facciamo finita una volta per tutte, qua c’e’ il sole e qua c’e’ la luna… e qua c’e’ sto cazzo che ti si incula…”

    questa frase e’ un gioiello, con dentro tutto cio’ che lo yoga (o chi per lui) pretende di essere. grazie 🙂

    e auguri per jabali’, termine abusato nella valli nei dintorni di toluca in messico.

    a questo punto, mi sento in dovere di rispondere ai consigli musicali, ricordando un amico che in attesa del secondo figli appoggiava le cuffie sul panzone della genitrice.
    allora mi sento di incoraggiare l’ascolto coatto di coil e laibach, ma pure “absence” dei dalek non puo’ che fargli bene.

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