Category Archives: malapecora

i fatti miei

il porcoddio dei ricordi registrati

mai come in questi giorni comprendo l'ira bonaria del mio amico fabrizietto che in tempi passati, ogni volta che mi incontrava se ne usciva prima o poi, invariabilmente, con l'affermazione: ma che cazzo fai co quella telecamera sempre in mano?
e rendo involontario omaggio a quella stronza di ingrid bergman che quando le chiedevano qual'era il segreto della felicita' rispondeva dalla sua villa svizzera: la cattiva memoria.

ebbene se io, con uno sforzo costante e con l'acquisto di un biglietto aereo da 20 euri per Barcellona sono quasi riuscita ad imparare a dimenticare, la mia telecamera purtroppo (o per fortuna) no.

parlo della mia hi8 da battaglia, quella che m'ha seguito negli anni della formazione (formazione de che ancora non s'e' capito ma andiamo avanti che e' meglio…)
dicevo questa mia puta amatissima hi8 in questi giorni m'ha restituito ricordi che ero riuscita a occultare abbastanza bene sotto il tappeto dell'inconscio.

eventi piu' unici che rari, momenti di emozione estrema, sguardi irripetibili… mi sono beccata una bella serie di cazzottoni nella panza e scappellotti dietro il collo, mentre seduta davanti al mio vecchio compiuter del lavoro rivedevo la mia vita scorrere scema e stronza e infame
e a volte bellissima.

(stavo preparando il video-bio-set per la performans di domani)

e magari di questo post non si capisce un cazzo ma non fa niente.

e' un'ora che mi ascolto a randello Lyla dei CocoRosie e ho smesso da appena dieci minuti di piangere sul latte, le cassette e la vita che ho versato.

non avrei potuto scrivere qualcosa di sensato manco se avessi voluto.

diferencia de genero (II)

el hecho de ser una chica guapa me ha jodido a menudos, a lo largo de mi vida.
es por esto que nunca me gustan los cumplidos o que se me diga Ohqueguapaeres o cosas de este tipo.
tengo unos espejos en casa y ya lo se que soy guapa.
lo se hace mucho tiempo.

mi cuerpo vistoso ya desde los 14 años llamaba la atencion de cerdos de todas las razas, cuyas miradas y chistes (que querian ser graciosos) siempre conseguian herirme a muerte. en aquellos tiempos era bastante timida y poco segura de mi misma. por esto muchos idiotas, en distintas situaciones me hicieron sentir facilmente un pedazo de carne listo para ser consumido y nada mas. mi autoestima se iba por el suelo cuando tenia la impresion que no se me hiciera caso por lo que yo era o piensaba y decia y hacia, pero mas bien por mi pecho o mis piernas bonitas.

he pasado muchos años a ojos bajos, engordando de rabia, disfrazada de chico, mortificando mi lado femenino para que nadie pudiera evaluarme por las aparencias y acercarse solo por esto.

es por esto que para mi antisexismo no es solo una palabra para llenarse la boca en las manis feministas, ni simplemente un concepto abstracto, sino algo que he sufrido sobre mi propia piel, que me ha parado y reprimido mucho y contra el cual he luchado y siguo luchando como puedo…

afortunadamente creciendo las cosas se arreglaron.
mas segura de mi misma, aprendi’ a contestar cinicamente a los chistes idiotas, a considerar a los cerdos por lo que eran (claro que me cuestaba mas cuando iban vestidos de alternativos-compañeros-radicales) y por fin llegue’ a disfrutar con y de mi cuerpo, compartiendoME con gusto cuando valia la pena.

puedo decir que lo he recuperado todotodo con una de las experiencias mas significativa de mis ultimos años, que suelo definir con una palabra inglesa bastante tonta: pink.

la pink attitude, que salio’ en algunos de los movimientos antiglobi (como cuando en Prague las bailarinas alejaron los policias a golpe de plumero, para contarla banalizando) me desvelò el poder del cuerpo desnudo y desafiante en su monstruosa belleza… monstruosa porque’ se monstra y no tiene verguenza de ser lo que es
y no importa ser guap@s, fe@s, alt@s, baj@s, con cellulitis, arrugas o lo que sea.

bajo este cote’ ideologico llegue’ incluso a hacer cosas como estas

espectaculos indecentes y sucios y con un elevado porcentaje de instigacion erotico-sexual.

yo, la verguenzosa.
yo, la que no se atrevia ni a mirar la gente en la cara.
yo, la que tenia miedo de su propio cuerpo.

yo que ahora podria enseñar mi cervix a todo el mundo (no lo hago solo porqué ya lo hize Annie Sprinkler)

yo ahora soy otra, pero me pasa todavia de tener momentos de enseguridad suprema.

me paso’ el viernes.
la lucha en el barro barcelonesa, de que me habia tomado el incomodo papel de organizadora, fracaso’ por casi todos los lados (de las cosas que fueron buenas voy a escribir otro post muy pronto, con fotos y agradecimientos para la gente maravillosa que me ayudo’)

al final de la velada, con un cansancio enorme y un sentido de derrota que ya me habia cortado la lengua, me acerque’ a un grupo de mujeres, buscando cariño.
la unica que hablo’ fue una *bollera*, que hasta entonces me caia muy bien. la tia me dijo: eslavina, con este cuerpazo que tienes y que ahora he visto bien, cualquier cosa quieras, puedes preguntarmela

como siempre la intencion era hacer gracia… creo.

pues, no supe como contestar. solo me salio’ una sonrisa idiota y bonita y piense’ que lo habia hecho todo mas que mal. por todo este fin de semana me salian lagrimas de rabia cuando acuerdaba estas palabras.

la diferencia de genero està en el hecho que si hubiera sido un hombre a decirmelo, seguro que se iba a tomar por culo, a lo mejor con una patada en la rodilla.
como era una mujer, me he quedado atontada y sin palabras…

happy PINK ending
cara *bollera*, al final te lo agradesco, sabes?
la proxima vez estaré lista para responder.

(ajajajajajaj! cuantas cosas tengo aun que aprender…)

era estate e un caldo osceno abbracciava roma

era estate e un caldo osceno abbracciava roma, la stringeva in una morsa accecante.

era la casa di un amato. Era questa canzone.
io tornavo per ripartire.

stavo piu' o meno come ora, stanca e in balia di mille emozioni contrastanti… forse ero meno confusa di adesso, in questo eterno piccolissimo momento che sto cosi' nel pallone che avrei voglia di chiudermi nell'abbraccio di un piumone
perche' mi sembra che l'estate se ne sia andata senza aver nemmeno salutato, nonostante su Barcellona negli ultimi giorni splenda un sole spudorato.

quel giorno invece era di sicuro ancora estate, lui si strafaceva e io non riuscivo nemmeno a toccarlo. volevo piangere, ma per questo genere di cose da tempo non riesco piu' piangere.
non reagisco proprio.
mi e' rimasta solo una rabbia muta e la sensazione brutta di non saper che fare…

in questi giorni l'ho pensato spesso e ho avuto voglia di tenermelo vicino nel letto e di essere ancora una volta la sua sponda, la sua spalla, la sorella. il rifugio di quando la notte si fa nera. quello che lui e' stato per me.
lo vedevo camminare per roma con la faccia tesa, sentivo il sapore amaro dei milioni di sigarette che stava fumando, mi bruciavano sulle guance le sue lacrime.
perche' sono sicura che lui, come me, avra' pianto.

si', questo e' un blog blogg, come m'ha detto Paolo, il mio amichetto genio che siccome e' un genio e' un po' saccente. (glielo perdono, perche' lui almeno e' un genio veramente)

questo blog e' un diario segreto scritto in genere nella lingua sbagliata e buttato nella rete.
e' fottutamente autoreferenziale.
e' tanto autoreferenziale che questo post che ho scritto non verra' mai letto nemmeno dal personaggio che ho evocato, che continuera' a strafarsi e le lacrime se le sara' asciugate da solo e di certo non saro' stata io il suo rifugio.

per uscire fuori dall'autoreferenzialita' per un minuto vi dico che qualche giorno fa a roma un ragazzo e' morto ammazzato, accoltellato da due fascistelli scemi.
che questa era la 134ma aggressione di stampo idiotico-fascista in un anno.
io ci sono stata male e continuo a starci male e volevo essere la' ad abbracciare i miei fratelli e le mie sorelle e invece non c'ero e ho solo dato due calci al muro.

il mio blog e' una buca nella sabbia dove urlo tutto quello che non sono in grado di dire, perche' non ne sono capace o perche' non c'e' l'occasione.

Barcelona, oh cara

non e' nemmeno una settimana che sono a roma e gia' smanio.
sara' il caldo atroce, sara' che sono venuta per lavorare e arrivavo in pieno down psicofisico,
sara' che mi manca sempre qualcosa, massi', sara' colpa della precarieta'…
non lo so perche', ma m'e' presa abbastanza male.

il paradosso e' che nemmeno il ritorno a Barna lo vedo cosi' allegro…

quindi a partire dall'11 luglio accetto inviti in qualsiasi parte del mondo, piu' lontana e' e meglio e'.

in cambio non sono disposta a dare niente.
ne' un pompino, ne' un abbraccio, ne' un piatto di pasta, ne' lavare i piatti, ne' ascoltare i racconti delle ultime prodezze di mariti fedifraghi e nemmeno raccontare io stessa le mie sfighe amorose.
tutto quello che chiedo e' un letto. e vegetare.
e ora che ci penso so benissimo dove andro'.

mariaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!