(non) prendiamoci per il culo

com’era che diceva quella canzone? Dammi tre parole, solo sesso anale!

no, non diceva cosí e nemmeno fa veramente rima ma ci stava proprio bene e io la cantavo con più soddisfazione dell’originale – e siccome oggi, per gentile intercessione di Pleasure room (sex shop online con toys per tutti i gusti e tutte le tasche) parliamo proprio di culo mi sembrava carino cominciare cantando, un po’ per sdrammatizzare.

giá, perché purtroppo intorno alle pratiche sessuali anali c’è ancora un mix abbastanza fastidioso di ignoranza, pregiudizio e stigma. nonostante ormai da tempo dalle sexpert illuminate ai filosofi di tendenza si alzi poderosa la voce che legittima il sesso anale come forma suprema (poiché reciproca, improduttiva e sovversiva) del coito, sopravvive l’idea che l’inculata debba essere per forza un fatto doloroso ed espressione di una sottomissione imposta. basta pensare a quasi QUALSIASI modo di dire che ha a che fare col culo… e subito ti passa la voglia (a meno che tu non sia alla ricerca proprio di un’esperienza di dominazione, umiliazione e dolore fisico).

la verità è che il sesso anale puó avvenire anche senza strazio, può essere un gioco nel quale la soggezione (intesa come mettersi nelle mani del/la partner) non implica alcun tipo di degradazione: le palline (o perline) servono proprio a questo, a scoprire le infinite possibilità di piacere del culo nostro o di chi ci accompagna senza passare per alcuna dinamica di potere più o meno metaforizzata – ma soprattutto senza spargimento di sangue ne’ lacrime.

a proposito di liquidi corporei, dimenticatevi anche la saliva come umettante universale sessuale, perché ahimé, come non mi stanco di dire (meglio saperlo prima che impararlo con dolore), per l’entrata posteriore lo sputo non basta.

bisogna dotarsi di un buon lubrificante, perché mentre la vagina ha le ghiandole di Bartolino come sua propria risorsa per umidificare l’ambiente (quindi a volte basta un piccolo aiutino iniziale e poi la dinamica organica fa il resto), il culo di suo non lubrifica e ha bisogno di un prodotto specifico affinché il nostro giocattolo possa entrare ed uscire agevolmente.

il prodotto che io ho scelto (Bendybeads della Fun Factory, impresa storica dalla qualità risaputa fin dai tempi del SexyShock*) ha delle dimensioni rispettabili: la parte che penetra è lunga quasi 20 cm.

sappiate che ce ne sono di più modesti per chi si sente principiante… ma come diceva un amico mio Se te hacen pequeñas enseguida (ti diventano subito piccole), quindi se volete potete anche cominciare direttamente con queste, poi durante il gioco capite fino a dove volete arrivare: sono 5 palline di grandezza crescente e non dovete per forza infilarle tutte (ne’ la prima volta ne’ mai, peró come diceva l’amico mio daje e daje a un certo punto potrete percepire piccole pure queste…)

perché il gioco sia soddisfacente e procuri il massimo del piacere senza nessun tipo di dolore bisogna aiutarsi sia con la lubrificazione che con una buona stimolazione. per quanto mi riguarda le leccate di culo non sono mai abbastanza e ho l’impressione che siano sottovalutate nell’immaginario collettivo rispetto alla sessualità (probabilmente perché hanno una cattiva fama sul piano simbolico: pensate alla pesantezza etica del sapere che leccando il culo si ottengono benefici e favori immeritati – che poi basterebbe chiedersi perché per capire che forse questo culo se le merita anche fuori da un regime di scambio sleale, certe attenzioni).

beadybends 03

le palline anali sono consigliate per quei socializzati uomini che sono terrorizzati dall’aprire il loro culo a nuove esperienze (soprattutto se hanno una forma anche vagamente fallica, queste esperienze…) e a quelle socializzate donne che invece hanno avuto delle pessime esperienze di sesso anale con delle persone dotate di cazzo che peró non erano capaci di usarlo (succede spesso, purtroppo).

queste Bendybeads sono in silicone anallergico, lavabili con acqua (anche se ogni tanto una sciacquatina con l’antibatterico non je fa male) e hanno un bel maniglione che ci salva da fastidiosi problemi di risucchio – il culo ha molta più personalità di quanto pensiamo e a volte cerca di imporre la sua volontá in maniera anche inaspettata e che può rivelarsi pericolosa (tutti hanno un cugino internista che gli racconta storie sugli oggetti incredibili che la gente si infila su per il culo o solo io?).

ma poi in pratica, come si usano, queste palline? beh, non è complicato. una volta umidificato l’ano e bagnato di lubrificante anche il vostro giocattolo, si procede ad infilare le palline, una per volta, possibilmente con tutta la lentezza possibile (il nostro fine consensuato è quello di non provare dolore e di esplorare la sensibilità dell’ano del/la partner con tutta l’attenzione necessaria – poi se invece volete farvi male ci potete riuscire benissimo senza consigli ma visto che siete arrivatx a leggere fin qui, date retta a me, almeno all’inizio fate piano e con dolcezza).

la forma ellittica delle Bendybeads garantisce un’entrata facile e un’uscita piena di soddisfazione (io trovo che l’uscita della pallina sia più goduriosa che l’entrata, ma quelli sono gusti). il gioco dovrebbe essere fatto alla velocità che preferisce la persona che ci mette il culo, quindi affinate l’attenzione e la comunicazione – il gioco sessuale serve anche a questo.

e mi raccomando, sempre di culo si tratta: dentro la caverna ci sono dei batteri che vanno trattati con cautela, quindi ricordate

  • non scambiatevi le palline senza lavarle nel corso di una stessa sessione
  • defecare prima del gioco aiuta a non avere sorprese (ma l’unica maniera di essere sicure di non entrare in contatto con le feci altrui è quella di fare un clistere MOLTO accurato)
  • in fondo la merda non è radioattiva, se non ve la magnate e non ve la infilate dentro il vostro corpo basta lavarla via col sapone e farsi una risata (o no, quello dipende dal senso dell’umorismo vostro, di chi vi accompagna e della situazione)

credo di aver detto tutto, ringrazio Pleasure room perché era tanto tempo che nessunx mi regalava un sex toy e alla fine mi sono proprio divertita a scrivere questo post (e pure a usare le palline #digiamogelo)

 

 

*fin dai tempi del SexyShock tra noi sexpert militanti della prima ora è un po’ come dire ai tempi de Checco e Nina, che Berta filava, il ’15-’18, insomma la preistoria dell’educazione sessuale non convenzionale italiana

[ e io fiera di esserci stata <3 ]

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