Godete! (hasta la victoria, siempre)

l’amicizia ha percorsi carsici, é un sentimento che puó sopravvivere a terremoti sentimentali, alluvioni di sfiga, crolli di autostima ed altri disastri. sopravvive anche quando sembra che non c’é piú, perché il vincolo affettivo e di stima che t’ha unito non lo cancellano le incomprensioni e nemmeno le divergenze politiche contestuali.
un poeta che cito spesso dice che una sorella non ti lascia mai del tutto ed io ci credo.
se sei stata sorella lo sarai per sempre, é il sangue che te lo dice.

mi sembrano mille anni che conosco Alessandra Di Pietro – invece sono solo una quindicina (come se fossero pochi…), ma ho l’immodesta impressione che entrambe abbiamo macinato talmente tanti chilometri che se ci guardo da lontano quelle due che eravamo mi fanno proprio ridere.


(collage di Susina apparso su Torazine, indimenticabile rivista degli anni ’90 dedicata alla controcultura pop – Alessandra é la bionda apocalittica che guarda i corpi imbrigliati nella rete)

e continuando entrambe ad occuparci di corpi e costrizioni e battaglie per la liberazione, recentemente ci siamo ritrovate.
io incuriosita dal suo modo personale e attento di stare dentro i media mainstream, lei entusiasta delle mie ricerche e motivata a tirarle fuori dall’underground.

Alessandra é una femminista orgogliosa e caparbia, che partendo da se’, dai suoi desideri e dalle sue relazioni ha scritto un libretto rosa prezioso, che ha l’ardimentoso proposito di popolarizzare alcune conquiste spesso riservate a una ristretta classe di donne che hanno bei lavori, ben retribuiti, sono informate, metropolitane e conoscitrici del mondo.
si chiama Godete, e in meno di 100 pagine – scritte senza onanistico autocompiacimento intellettualoide (io direi con la passione di un agit-prop, ma temo che la sorella me se incazzi) – snocciola alcuni punti fondamentali nella riappropriazione del piacere sessuale e per la sua legittimazione come categoria politica. Dalla masturbazione, all’amore di gruppo, dalla pornografia femminile e femminista, al sesso in gravidanza, dalle esperienze omosessuali, al sesso in età avanzata – lo spettro di possibilitá (nonostante le autocensure e le restrizioni imposte dalla nostra societá bigotta) é ampio e articolato. e se a sperimentare si fa peccato almeno ancora non é reato.

se Indignarsi é necessario, Godere é indispensabile.
non come forma di fuga dalla realtá di merda che ci circonda, ma come modo di stare al mondo con tutta la potenza necessaria al cambiamento che viviamo – al quale é nostra responsabilitá dare un segno positivo, costruendo relazioni significative e connessioni fruttuose, complicitá orizzontali che ci permettano di vivere un presente meno tormentato e che ricostruiscano l’orizzonte futuro che ci hanno rubato (che se era quello del capitalismo, per me se lo possono anche tenere).

dice Alessandra
Alle donne piace scegliere un uomo, essere guardate, toccare i propri seni e quelli delle altre, levarsi i maschi di torno, baciare una ragazza, fare l’amore in tre o più di tre, essere caste, vestirsi succinte, indossare solo pantaloni, vedere un film porno, discutere con le amiche di come e quanto fanno l’amore, di se e come i maschi sono capaci di toccarle, essere fedeli, entrare in un erotic shop, curiosare, provare oggetti e feticci mai visti, sognati o desiderati, fare sesso consensuale estremo o essere penetrata da uno sguardo. Le più fortunate desiderano, mettono in pratica, sperimentano, scoprono, assaporano, decidono. Altre, invece, hanno la testa piena di voglie, ansie, bisogni, paure e non trovano la spinta o la complicità per provarci.

e tu, da che parte stai? e da che parte vuoi scegliere di stare?
ri-cito il poeta di cui sopra Se non sarai te, chi sará per te? Siamo nelle nostre mani.