un cuore in gabbia

è giá la seconda notte che Patri passa in cella.
io ho appena finito di leggere il regolamento sulle visite e le comunicazioni e mi sento cosí
da zia pepita, a Granada

schiantata, disfatta, stanca.
e oltretutto nel mio paradiso campagnolo fa un freddo maligno, che guardo la foto e sospiro.
almeno a Granada faceva caldo.

non so se Patricia avrá freddo. speriamo di no. gli ultimi giorni fuori sono stati belli caldi. speriamo che l’affetto di tanta gente che le si é stretta intorno le sia rimasto un po’ nel cuore.
(NO regá, la Silvita di cui parla non sono io 😉

io intanto preparo abstract di conferenze e laboratori e sanguino sulla mia bio (o curriculum che dir si voglia). ho ricominciato a studiare (com’era che si diceva? la disoccupazione t’ha dato un bel mestiere…).
proprio io che quando facevo l’universitá ogni scusa era buona per smollare i libri sul tavolo e andare a cercare “la vita” per le strade, adesso m’inchiodo al tavolo durante ore e leggo e sottolineo e mi ripeto i concetti in testa e quando sono troppo stanca me ne vado a letto e continuo a leggere anche lí.
sento che sto invecchiando e che il cervello, messo a dura prova in passato da maratone estatiche e passeggiate in mondi paralleli, ha bisogno di allenamento, di coccole e di stimoli.
tra una settimana vado qui, a un seminario sul femminismo del presente. back in Sevilla, che mi piace tanto e mi piace sentir parlare andaluso e affacciarmi sul Guadalquivir che é come il Tevere ma piú pulito (ci vuole poco…)
volevo andare anche qui ma non é che posso andare veramente dappertutto.

in fondo sono una madre di famiglia – anche se nel blog sono forse anni che non pubblico una foto di mia figlia…
é che a un certo punto ho sentito come un cortocircuito tra la mia identitá di pornografa che rivendica il suo diritto all’esibizionismo, al masochismo, al fancazzismo e a tutte le perversioni del mondo e il diritto di mia figlia a non stare a disposizione di qualsiasi stronz* che passi da queste parti e possa esclamare – senza alcuna ironia – TOH, una figlia di puttana.

forse dovrei dividere i blog – ma mi sembrerebbe veramente troppo strano.
un blog della madre (chioccia.noblogs? amordemivida.noblogs? chimelhafattofare.noblogs?) e un blog della malapecora promiscua con il cuore sulle barricate e la fica che friccica?
(é una citazione, sempre dai giorni di Granada della foto di cui sopra)

ci sta una mamma blogger (tipologia di essere umano dotato di utero che del suo essere madre e del suo blog ha fatto un mestiere – vedi sopra, lo slogan sulla disoccupazione che de sti tempi torna spesso) che pubblica foto di sua figlia di spalle o tagliandole via gli occhi o ritraendo solo particolari – beh, vi dico che per me ci sono poche immagini al mondo perverse, morbose e disturbanti come quelle foto (sará pure che sotto a ogni foto scrive “Gina indossa un vestitino Armadi con scarpe PucciPacci e fularino Staminchia” – il prezzo peró non lo scrive, che visto che c’é magari a qualcuno sarebbe utile)

vabbé insomma, stasera me la so presa con la mamma blogger che ha svoltato coi bannerini.

la veritá é che sono un po’ incazzata con voi che leggete.
perché al post di Patri non m’avete messo manco un commento.
manco un pat pat. manco un – che ne so, un abbraccio, una presa per il culo, uno stitico SOLID cacato per forza.
no, niente.

quando sventolavo la patata o vi facevo vedere il pisellone di Omar Galanti commentavate in 20.

9 thoughts on “un cuore in gabbia”

  1. Da http://culmine.noblogs.org/post/2011/04/28/barcellona-una-delle-detenute-del-4f-si-suicida-dopo-6-mesi-di-prigione/

    Patricia Heras era stata condannata per gli incidenti di Sant Pere Més Baix dove un membro della Guardia Urbana ricevette un colpo che lo lasciò tetraplegico. La ragazza aveva sempre difeso la sua innocenza. Amnesty International ha anche denunciato il caso e le torture inflitte alla detenuta.

    Patricia Heras, una delle persone condannate per i fatti di Sant Pere de Més Baix dove nel 2006 un poliziotto di Barcellona risultò gravemente ferito durante un confuso sgombero d’un locale, si è suicidata in casa sua la scorsa notte. Heras, che aveva redatto nel suo blog una versione dei fatti contraria alla versione accettata dal tribunale, era in carcere da sei mesi, quattro dei quali in “terzo grado” – tornava a dormire tutte le notti in carcere. Sempre si è dichiarata innocente.

    I fatti successero il 4 febbraio 2006 quando la Guardia Urbana cercava di terminare una festa in una casa presunta okupa (il movimento okupa negò che ci fosse nessun tipo di relazione con quell’edificio) nella via di Sant Pere Mès Baix. Negli incidenti un membro della Guardia Urbana fu aggredito con un vaso che gli causò lesioni gravissime che lo lasciarono in stato vegetativo.

    La versione secondo la quale un vaso gli era stato lanciato addosso da una balcone, fu spiegata dall’allora sindaco Joan Clos. Anche se dopo cambiarono la versione e si affermò che le ferite erano state causate da una pietra. Patricia Heras in ogni caso non fu accusata di questo, se non di aver lanciato successivamente una barriera metallica contro la polizia, accusa che lei negava, affermando che non si trovava neanche sul luogo dei fatti.

    Nel gennaio del 2008 Heras fu giudicata nell’Audiéncia Provincial di Barcellona e condannata, con Alfredo Pestana a tre anni di prigione per attentato contro l’autorità. I condannati ricorsero al tribunale supremo spagnolo che il 3 giugno del 2009 ratificò la sentenza imposta dall’Audiéncia Provincial di Barcellona.

    Posteriormente richiesero l’indulto al consiglio dei ministri, che non fu concesso.

    Nell’ottobre del 2010 Patricia Heras entrò nel carcere di Wad Ras di Barcellona e il 18 dicembre del 2010 passò alla sezione aperta con l’obbligazione di tornare a dormire ogni notte in prigione.

    Il 26 aprile 2011 si suicidò in casa sua.

    Per questi fatti ci sono in prigione altre tre persone, Juan Pintos, Alex Cisterna e Rodrigo Lanza.

    Amnesty International denunciò il caso e le torture che ricevettero i tre detenuti principali.

    Anche Patricia Heras denuciò i matrattamenti subiti.

    —————————————-
    Manifestazione: Patri 4F, non dimentichiamo

    Ieri pomeriggio 26 aprile ci assaltava la notizia della morte di una compagna: Patricia Heras, detenuta per i fatti del 4F, decideva di togliersi la vita piuttosto che tornare in carcere un’altra volta.
    Dopo un processo pieno di irregolarità e bugie da parte del comune di Barcellona e la Guardia Urbana, Patricia fu condannata a tre anni di carcere incolpata per dei fatti che sempre negò di aver aver commesso.
    Puntiamo il dito all’allora sindaco Joan Clos, a Jordi Hereu consigliere sulla sicurezza e a tutti i complici di questo sistema penale assassino come colpevoli per la morte di Patri.
    PIENI DI RABBIA E DI DOLORE PER QUESTO NUOVO ASSASSINIO DI STATO, CONVOCHIAMO UNA MANIFESTAZIONE PER DOMANI GIOVEDÌ 28 APRILE ALLE 19:30 NEL FORAT DE LA VERGONYA
    (a fianco del mercato di Santa Caterina, Metro L4 – Jaume I)
    SENZA GIUSTIZIA NON CI SARA’ PACE.
    Addio Patri.
    ———————————————-
    https://squat.net/it/news/patricia_a270411.html
    http://barcelona.indymedia.org/newswire/display/418727/index.php
    http://barcelona.indymedia.org/newswire/display/418708/index.php

  2. Ciao,
    hai ragione forse bisognerebbe far sentire la propria “vicinanza” piu’ spesso, pero’ per quanto mi riguarda ti leggo spesso e cio’ che scrivi mi piace…se puo’ bastare.

  3. era un po’ che non venivo sul tuo blogghino, mi sto mettendo in paro coi post. e cmq pure a me le foto della figliabloggher tagliata e di spalle mi fanno strao e mi innervosiscono. come quasi tutti quei tipi di blog del resto.
    a me le mamme col tacchetto e il bicchiere dell’aperitivetto trendy in mano che si lamentano che ‘porelle’ sono mamme mi danno un po’ di ansia. è tanto facile lamentarsi, fa più audience.

    comunque non dividere il blog e chiamalo porno-mom. anche se poi secondo me ci vengono più i bavosi che sognano di farsi cambiare il pannolino a leggerti.

    pero’ le foto, secondo me insomma che puo’ succedere se metti una foto? un bavoso ci si fa una pippetta, e allora? sono malata se non mi frega nulla? dovrebbe fregarmene? io non metterei mai foto di mina nuda magari, ma se sono foto normali non mi sembra sto problema. te che ne pensi ?

  4. invece io c ho provato a lasciare un commento su sta storia (dato che patate sventolanti e omar galanti vari non sono mai stati la mia passione:) solo che la mia mai perduta impostazione anti-tecnologica, primitiva piu’ che primitivista, non me l ha permesso.
    magari stavolta funziona.

    anche se il commento preparato nn ce l ho piu, amici/he in carcere purtroppo continuo ad averne abbastanza, e’ una cosa che bene o male fa parte da anni della mia vita e di chi mi circonda. ogni volta che varco quella soglia maledetta, sia per “visite” o come ospite temporaneo, il fuoco che brucia in me alimentando odio contro questa struttura assassina ed inutile non fa che rattizzarsi.
    capisco il tuo stato, e immagino anche che vari cambiamenti della tua vita (ogni morte di papa mi ricordo che c hai un blog e faccio un salto per vedere che combini) ti abbiano anche un po allontanato da una realta che per altri continua ad essere un’inquieta minaccia quotidiana. anche se magari e’ solo un’ impressione avendo come unico medium per avere notizie sulla tua vita sto blog (come tu hai approfondito le te tendenze “pink” io mi son continuato a dar da fare con le mie:).
    ti posso solo dire che viverci a stretto contatto aiuta l affrontarlo, ma sicuramente non sminuisce il dolore e la rabbia per chi ci e’ caro/a e si trova rinchiuso/a.
    del resto lo sai gia.
    Una storia come quella del 4F, poi, che mi son seguito bene a suo tempo, e’ l’apice del delirio e dell’arbitrarieta’ e onnipotenza di un sistema irreformabile.

    vabbuo, parole sagge non me ne vengono piu in mente che so appena tornato da lavoro. e rinpinzarti di “propaganda” non mi sembra manco il caso.
    sara’ per la prossima.

    ti posso solo dire che sto post e’ stata una boccata d’aria fresca, per ricordarmi che la vecchia slavina non c ha solo omar galanti e pornografia rivoluzionaria varia per la testa (con tutto il rispetto)…

    saluti alla piccola (di cui anche se mi piacerebbe vedere una foto capisco e supporto al 100% la decisione di farla vittima del tuo esibizionismo, ahah:)

    p.s. io c ho sempre la stessa mail di una vita fa, magari se ti va ti fai sentire che io la tua non ce l ho piu.

    besos

    un romano berlinese

  5. michele: a Patri é successo che é stata arrestata e condannata per un reato (in concreto tirare una transenna addosso a un guardia) che non ha commesso, solo perché andava in giro ubriaca alle 6 del mattino con dei capelli assurdi, vestita di nero e senza avere un contratto di lavoro (perció giudicata una pericolosa antisistema).

    grazie ad entrambi – io penso sempre che questo blog lo guardano solo i *parenti*, ovvero quelli che giá mi conoscono e che io in qualche modo conosco – invece é bello e sorprendente pensare che mi sia vicina (paradossalmente piú vicina) gente che non conosco per niente, che passa qui per caso magari e prova interesse e rispetto e pure un po’ d’affetto, mi sembra 🙂

    grazie, davvero.

  6. so esattamente di che mamma blogger stai parlando e sono in effetti d’accordo, tagliare gli occhi e fare le foto ai capelli è più inquietante che altro.
    ma direi che da queste parti siamo su un livello di discussioni vagamente più profondo e interessante.

  7. Ciao, sono capitato sul tuo sito per caso ma lo leggo da un pò.
    Mi dispiace molto per Patri, francamente non ho capito cosa le è successo pur avendo letto gli altri post… Se la gente non ha commentato forse è perché è strano parlare di certe cose così private e dure via web, io credo che un visitatore si senta in imbarazzo a commentare tutti quegli episodi che creano imbarazzo come la morte di un parente, l’arresto o la denuncia di qualcosa etc.
    Parlare di fesserie è più facile .. Per un visitatore intendo.
    Poi volevo chiederti una cosa, anzi due. Non mettere foto di tua figlia, sia perché è una minore (e i maniaci sul web abbondano). E poi non vorrei che dividessi il tuo blog in due. L’essere mamma, porno-non-so-cosa e blogger rende questo blog unico, per pochi intimi.
    Ti mando un saluto, e salutami anche Sevilla (sono stato in Erasmus lì, è la città più bella del mondo). Buena suerte a ti y patri .

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