Laboratorio teorico/pratico di postpornografia multimediale al Festival delle Culture Antifasciste (y otras marranadas)

saró a Bologna dal 1º al 4 giugno, ad innaffiare i germogli della futura pornoribellione che cambierá la faccia – e il culo, che tanto sono intercambiabili – a quest’Italia di merda.

questo il programma-presentazione:

La finalitá del laboratorio è quella di riflettere
collettivamente sui codici della pornografia convenzionale e decostruirli, con
lo scopo di elaborare proposte creative che rovescino l’immaginario sessista e
gli stereotipi di genere che la caratterizzano.

Definiamo post-pornografia il discorso critico e il
congiunto di pratiche discorsive, artistiche e audiovisuali che propongono una
nuova rappresentazione dei generi e della sessualitá. Un dispositivo di
visibilizzazione che è allo stesso tempo piattaforma di azione ed intervento.

La sfida è quella di riappropriarci di un linguaggio che
durante decenni è stato piegato alle necessitá normative dominanti,
riscoprendone il potenziale rivoluzionario.

Una pornografia antifascista?

Nel 1933, una delle prime azioni del governo nazista è la
distruzione del Institut für Sexualwissenshaft (Istituto di Scienze Sessuali)
di Berlino, creato nel 1919 da Magnus Hirschfeld, che funzionó durante anni
come centro di ricerca e di diffusione di idee e pratiche progressiste intorno
al sesso e la sessualitá. Capisaldi delle dittature del secolo passato furono
il controllo biopolitico e la normalizzazione di genere, dispositivi che
identifichiamo ancora oggi come obiettivi primari da scardinare, inquadrati in
una prospettiva di lotta libertaria e anticapitalista. Perché pensiamo,
superando a sinistra Emma Goldman, che non ci possa essere nessuna rivoluzione
senza investimento libidinale. Perché la liberazione dei corpi passa attraverso
la legittimazione della molteplicitá dei desideri.

Gli strumenti teorici che utilizzeremo per superare i
confini della rappresentazione pornografica normativa sono l’ereditá del
femminismo – che rivendicando il protagonismo attivo delle donne ha liberato
anche gli uomini dalle imposizioni della visione eterocentrica patriarcale –
fecondata e riattualizzata dalla teoria queer, che ridiscutendo i limiti del
dualismo uomo/donna ha dato spazio all’infinita molteplicitá di generi e
deviazioni dalla norma che sono la chiave di volta nella ridefinizione di una
societá liberata dal giogo del patriarcato capitalista.

Durante il primo giorno, che sará dedicato alla discussione
e condivisione dell’impianto teorico della post-pornografia, affronteremo i seguenti
temi

– analisi storico-critica della pornografia (dal museo al
cinema a luci rosse)

– la trasformazione della pornografia in cultura di massa
nel contesto degli anni ’60-’70 (la relazione tra Gola Profonda e i movimenti
operai e studenteschi, i movimenti pacifisti, le manifestazioni femministe e i
primi gruppi di azione omosessuale rivoluzionaria)

– femminismo abolizionista contro femminismo pro-sex

– Annie Sprinkle, la pioniera della post-pornografia tra
autobiografia e performance

– la trasgressione sessuale come strategia femminista

– connessioni tra post-pornografia e movimento queer

– net-porn: come cambiano la produzione e fruizione di
materiale pornografico ai tempi del World Wide Web

La bibliografia di riferimento comprende testi di Beatriz Preciado,
Annie Sprinkle, Virginie Despentes, Itziar Ziga, Luther Blisset, Institut of
Network Cultures, Judith Butler, Del LaGrace Volcano, Donna Haraway, Foucault.

Le risorse audiovisuali comprenderanno diversi materiali
provenienti dalla Muestra marrana, festival di pornografia non convenzionale di
Barcellona del quale nei prossimi 11-12-13 giugno si terrá la terza
edizione  (http://muestramarrana3.wordpress.com/
– che sará visibile in streaming)

Nel secondo giorno, dedicato alla pratica, condivideremo
fantasmi e desideri, cortocircuitando esibizionismo e voyeurismo per produrre
storie, immagini e suoni.

Discuteremo le idee proposte dalle partecipanti al
laboratorio ed esploreremo la via migliore di rappresentarle, tenendo conto
delle limitazioni di spazio e tempo – potrá trattarsi anche solo di
pianificarle, provarle, lavorare alla preproduzione.

 

Il laboratorio è rivolto a donne, uomini e favolositá che
sappiano mettersi in gioco con entusiasmo e nel rispetto dell’altro.

Auspichiamo una partecipazione interdisciplinare che
coinvolga videomakers e artiste visuali (fotografi, fumettiste, pittori, vjs),
musiciste, scrittori, attrici, performer – oltre a "specialiste" come
scenografi, costumiste e make up artists o anche semplici persone interessate
all’argomento e che abbiano voglia di conoscersi, sperimentare e fare rete.

http://myriamcameros.blogspot.com/

(questo disegno é di miriam cameros e mi sembrava illustrasse alla perfezione la mia idea di antifascismo. dice: Quando ci educano a disconoscere le nostre necessitá piú profonde, ci trasformiamo nei nostri stessi oppressori)

 

 

4 thoughts on “Laboratorio teorico/pratico di postpornografia multimediale al Festival delle Culture Antifasciste (y otras marranadas)”

  1. ciao ierisera abbiamo camminato insieme un pezzettino e poi mi sono tuffata nell’atlantide ma ero emozionata e non ti ho detto ciao buon viaggio e mi piacciono le tue mani e le tue sopracciglia e che volevo farti un disegno ma non avevo la penna allora te lo dico così davanti e tutti. (cercherò di comportarmi bene)

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