a volte ritorno

le vacanze romane sono state cosi' belle e intense che tornare in questa Barcellona calda e di nuovo piena di stronzi in skate mi ha stranito un po'.

nel frattempo infatti e' successo di tutto ma cosi' di tutto che nemmeno ce la faccio a scriverlo…

ci metto una foto che un po' rende l'idea del tenore di rilassatezza morale del Queer Jubilee di quest'anno

 

 

se avete voglia di vederne di piu' del delirio che vi siete pers*, potete andare qui e vedermi in azione insieme ad alcuni personaggi gia' conosciuti e ad altri abbastanza nuovi.

tra i nuovi, lei, il cui naso mi provoca delle crisi convulse di tenerezza e la cui scrittura crisi isteriche di risa e a volte enorme apprensione. dal suo fotolog mesi orsono rubai questa immagine

amico orso

lei non lo sa che cosa puo' significare quest'immagine per me. e neanche voi. 

e credo che ragionevolmente non sarei in grado nemmeno di spiegarlo, so solo che mi vengono i lucciconi e no che non e' il down, e' che una volta ho avuto 23 anni e sono stata innamorata come una bestia e curiosa e entusiasta mi sono fatta un teknival in repubblica ceca dove ho cagato in mezzo alle fragole e guardato il sole fisso mentre saliva

e lui mi diceva non guardare il sole che ti fa male e mi teneva abbracciata e mi sentivo una bambina perche' cazzo ero una bambina e allora magnate ste patatine a forma di orso regazzi'

m'aveva pure regalato un accendino a forma di orso e al Forte l'ultima sera del Queer Jubilee avevo una visiera con scritto Bear perche' alla fine io un po' orso sono diventata, co sti peli sulle gambe e sto magone invincibile che risale e mi blocca la gola, aizzato da una vagonata di ricordi che adesso che e' primavera e che sento che tutto di nuovo cambia anche se fanno male non me li vorrei perdere, non mi vorrei perdere niente, amo le mie ferite e tutte le rughe

e le battaglie perse, quelle soprattutto

che gusto, si', quanto ho imparato, non ho sprecato nemmeno una lacrima e si' che ho pianto in vita mia…

 

vabbe' abbandono momentaneamente la pippa, che la vita mi chiama

e la vita continua per quanto possa sembrare strano anche se continua lontana dalla mia roma che quanto era bella, quanto profumava quest'ultima volta…

 

al momento mi toccano gli stronzi in skate, la puzza della Barceloneta e un down nostalgico da smaltire.

con la sensazione di avere un cuore un po' piu' grosso di quanto mi possa permettere…

3 thoughts on “a volte ritorno”

  1. “Gia’ il terreno si andava disseminando dei segni d’avvenute battaglie. L’andatura si era fatta piu’ lenta perche’ i due cavalli s’impuntavano in scarti e impennate.
    – Cosa prende ai nostri cavalli signore? – chiese Medardo allo scudiero.
    – Signore, – lui rispose, – niente spiace ai cavalli quanto l’odore delle proprie budella.
    La fascia di pianura che stavamo attraversando era infatti cosparsa di carogne equine, talune supine, con gli zoccoli rivolti al cielo, altre prone, col muso infossato nella terra.
    – Perche’ tanti cavalli caduti in questo punto, Curzio? – chiese Medardo.
    – Quando il cavallo sente di essere sventrato, – spiego’ Curzio, – cerca di trattenere le sue viscere. Alcuni posano la pancia a terra, altri si rovesciano sul dorso per non farle penzolare. Ma la morte non tarda a coglierli ugualmente.
    – Dunque sono soprattutto i cavalli a morire, in questa guerra?”

    Italo Calvino, Il visconte dimezzato, 1952.

    ———————————

    Un po’ splatter, lo so, questo era uno dei mie libri preferiti quando avevo sette anni, e chissa’ perche’ lo ho portato ad Amsterdam con me.

    Vorrei rivederti presto in un contesto meno, appunto, splatter dell’ultima volta.
    La mia mano ricresce, e sono improvvisamente calma. Mangio cibi prevalentemente rossi.
    (Meglio gli skaters dei turisti)
    ciao *

  2. A me di Roma fa male anche solo l’idea.

    Per quanto calpestiamo terre diverse le stelle in cielo rimangon le stesse e non possiamo mangiarci quel pezzo di cuore che ci avanza in petto.

    Eppure si continua… anche se sembra sfugirci il perche’.

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