Come si sente una donna

Questo articolo è una traduzione dalla versione spagnola del testo ‘Como se sinte uma mulher’ scritto dalla brasiliana Claudia Regina per la rivista virtuale Papo de Homem e pubblicato il 22 maggio scorso.
É un testo semplice e diretto e oltre a me è piaciuto a centinaia di migliaia di persone, per questo ho voluto tradurlo e ringrazio Claudia che mi ha concesso di pubblicarlo qui.

Signore – ma soprattutto signori – godetevelo.

 

“Do you know what it feels like for a girl?
Do you know what it feels like in this world?”
Madonna

 

É successo ieri. Esco dall’aeroporto. In una camminata di dieci metri vedo solo uomini. Taxisti fuori dalle macchine parlando. Funzionari in maglietta “Posso aiutarti?”. Un uomo con la cravatta, la sua valigetta e il cellulare in mano. Uomini diversi, sparsi in questi 10 metri di cammino. Andando per questi 10 metri mi sento come una gazzella passeggiando tra i leoni. Sono guardata da tutti. Mi misurano. Mi analizzano. Il mio corpo, i miei glutei, i miei seni, i miei capelli, le mie scarpe, la mia pancia. Tutti mi stanno guardando.

 

É successo quando avevo 13 anni. Praticavo uno sport tutti i giorni. Uscivo dalla palestra e camminavo per circa due isolati fino alla fermata dell’autobus alle sei di sera. Camminavo sul marciapiede quasi vuoto di una grande via. Di queste camminate mi ricordo due momenti memorabili di questa violenza urbana. Macchine che rallentavano quando si avvicinavano, e dentro si sentiva una voce maschile “Sei bella!”. Uomini soli che attraversavano il marciapiede, si guardavano indietro e dicevano “Che delizia”. Io avevo 13 anni. Portavo pantaloni lunghi, scarpe da tennis e maglietta. Adesso moltiplica questo per tutti i giorni della mia vita.
So che per gli uomini è difficile capire come questa possa essere violenza. Noi stesse, donne, ci abituiamo e lasciamo che sia cosí. Ci abituiamo per poter vivere la vita di tutti i giorni. Uno di questi giorni stavo seduta in spiaggia guardando il mare dal quale usciva una giovane. Passó vicino a un tipo che le disse qualcosa. Lei si allontanó e venne camminando verso di me. Le dissi “Buona sera”, lei disse che l’acqua era deliziosa e parlammo un poco. Le domandai se il tipo le avesse detto qualche stupidaggine. Le mi disse “Sí, peró siamo talmente abituate, vero? queste cose le ignoriamo automaticamente”. Il privilegio è invisibile. Per un uomo è possibile riconoscere il privilegio solo se c’è empatia.
Prova a immaginare un mondo dove, per 5 mila anni, tutti gli uomini fossero stati sottomessi, violentati, assassinati, limitati, controllati. Prova a immaginare un mondo dove per 5 mila anni solo le donne fossero scienziate, fisiche, capi di polizia, matematiche, astronaute, mediche, avvocate, attrici, generali. Prova a immaginare un mondo dove per 5 mila anni nessun rappresentante del tuo genere si sia distinto in teatro, nell’arte, nel cinema, in televisione. A scuola apprenderesti una storia fatta dalle donne, una scienza fatta dalle donne, un mondo fatto dalle donne.
Nel suo testo “Una stanza tutta per se” Virginia Woolf descrive il perché sarebbe stato impossibile per una ipotetica sorella di Shakespeare scrivere come lui. Woolf dice:
“Quando leggiamo di una strega bruciata, di una donna posseduta dal demonio, una saggia donna vendendo erbe […] credo che stiamo vedendo una scrittrice persa, una poetessa annullata”
Dall’inizio del patriarcato, da 5 mila anni, le donne non ebbero sufficiente libertá per essere scienziate o artiste. Woolf spiega:
“La libertá intellettuale dipende da cose materiali. […] E le donne sono sempre state povere, non solo per duecento anni ma dall’inizio dei tempi”

 

NDT Per un’analisi piú completa Claudia raccomanda un link in portoghese, io vi consiglio direttamente di leggerlo tutto, visto che si trova in qualsiasi biblioteca
… poi magari qualcuno o qualcuna riesce a mettere trovare online il pdf e mette il link nei commenti 😉

 

Sebbene il mondo stia cambiando, ancora esistono meno opportunitá e riconoscimenti perché le donne e le minoranze esercitino qualsiasi occupazione intellettuale. I lettori di una pagina Facebook sulla scienza ancora suppongono che il suo autore sia un uomo e commentatori televisivi non considerano le manifestazioni culturali che vengono dalle favelas come vera cultura. É vero: oggi la vita è migliore, soprattutto per le donne occidentali come me. Peró, sebbene sia una donna libera e di successo, che vive in una metropoli culturale, ancora sento sulla pelle le conseguenze di questi 5 mila anni di oppressione. E se tu volessi vedere questa oppressione non avresti bisogno di andare ai libri di storia. Devi solo accendere la televisione.

 

Rio de Janeiro, 2013. Una coppia viene sequestrata in un furgone. Le sequestratrici si collocarono uno strap on sporco che puzzava di merda e di muffa, e violentarono il ragazzo. Tutte loro, una per una, mettevano quel dildo enorme nel culo del giovane, senza preservativo ne’ lubrificante. La fidanzata, poverina, cercó di fare qualcosa peró la legarono e la presero a pugni e calci. Al leggere la notizia, ti immedesimi nella vittima (che soffrí una delle peggiori violenze fisiche e psicologiche esistenti) o in chi guarda? Naturalmente i generi sono scambiati, la violenza reale successe alla donna.
Di quante violenze sono oggetto solo perché sono una donna?
Nell’infanzia non mi lasciarono essere scout perché non era cosa da bambine. Mi violentarono a otto anni (io e per lo meno due terzi delle donne che conosco e che conosci tu hanno subito una violenza di questo tipo e probabilmente non l’hanno raccontato a nessuno). Ho sofferto durante tutta l’adolescenza perché non mi comportavo in maniera “femminile”. Perché non avevo le tette. Perché non avevo capelli lunghi e lisci. Da sempre la mia sessualitá fu repressa dalla famiglia, dalla societá e dai media. Qualsiasi cosa facessi male mi costava l’accusa di sfaticata.
In uno dei miei primi impieghi ascoltai che le donne non lavorano tanto bene perché sono molto emotive e soffrono di sindrome premestruale. In un altro lavoro il mio capo mi disse che avevo dei brutti capelli e mi pagó un parrucchiere perché me li allisciassi per essere piú presentabile per i clienti. Ho deciso di non essere schiava della depilazione e ricevo sguardi schifati quando mi metto i pantaloncini o le magliette senza maniche. Ho usato molto trucco solo perché la televisione e la pubblicitá fanno vedere donne truccate, e per questo è molto facile sentirsi brutte con il viso pulito.
Tu, uomo, sai cos’è il trucco? C’è un prodotto per fare la pelle omogenea, uno per nascondere le occhiaie, un altro per nascondere le macchie, uno per colorare le guance, uno per esaltare le sopracciglia, un altro per le ciglia, un altro per colorare le palpebre, un altro per colorare le labbra. Quante volte ti sei messo cosí tanta roba in faccia solo perché il tuo capo o al primo appuntamento ti vedranno brutto con la faccia pulita?
Quando sono in metropolitana mi posiziono in un luogo sicuro perché nessuno mi si strusci. Tu lo fai?
Quando vado a riunioni familiari mi chiedono perché sono cosí magra, che ho fatto con i capelli e se ho un fidanzato. A mio cugino chiedono cosa sta studiando e che lavoro fa.
In televisione il 90% delle pubblicitá mi denigrano. Quasi nessun film mi rappresenta o passa il Test di Bechdel. Tutte le donne sono mostrate con vestiti sexy, perfino le eroine che si suppone dovrebbero usare vestiti comodi per le battaglie. Le riviste mi insegnano che il mio obiettivo a letto é piacere a un uomo. Mentre tu, uomo, comparavi il tuo pisello con quello dei tuoi amici, a me, donna, insegnavano che masturbarsi è una cosa molto brutta e che se usavo minigonne non avrei meritato rispetto.
Quanto tempo ho tardato a liberarmi della repressione sessuale e a diventare una donna a cui piace scopare? Quanto tempo ho tardato per liberarmi a letto e provare piacere, mentre alcune delle mie compagne continuano a preoccuparsi se il loro partner vede la cellulite o il rotolo di ciccia e per questo non arrivano all’orgasmo? Quanto tempo ho tardato ad avere il coraggio di guardare un cazzo senza scopare a luce spenta? Quante volte ho ascoltato, mentre guidavo, un “ecco vedi, naturalmente era una DONNA”? Quante volte hai tagliato la strada a qualcuno e hai ascoltato un “ecco vedi, proprio un UOMO”?
Tutto questo per, a fine giornata, andare a cena in un ristorante e non ricevere il conto quando lo chiedo, perché da 5 mila anni sono considerata incapace. E tutto questo, CAZZO, per sentirmi dire che sto esagerando, che il maschilismo non esiste piú.
Questo è un riassunto di quello che soffro o corro il rischio di soffrire tutti i giorni. Io, donna bianca, eterosessuale, di classe media. Le donne nere soffrono piú di me. Quelle povere soffrono piú di me. Le orientali soffrono piú di me. Peró tutte soffriamo dello stesso male: nessun paese del mondo tratta le donne tanto bene come tratta gli uomini. Nessuno. Ne’ Svezia, ne’ Olanda, nemmeno l’Islanda.
In tutto il mondo civilizzato soffriamo violenze e abbiamo meno accesso all’educazione, al lavoro o alla politica.
 
In tutto il mondo siamo ancora le sorelle di Shakespeare.

 

**

 

E tu, lettore uomo, quando ti abbordano in maniera ostile per la strada, pensi “per favore, che non mi tolga il cellulare” o “per favore, che non mi stupri”?
Tutte le foto sono autoritratti di Claudia Regina, fotografa, blogger e viaggiatrice
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44 Responses to Come si sente una donna

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  2. Lotarsan says:

    Ciao
    Ho letto questo articolo in spagnolo qualche settimana fa, non conoscevo l’esistenza del test di Bechdel e per me è stata una scoperta molto importante. Penso che se ne dovrebbe parlare a scuola, ora che si fanno percorsi didattici su qualsiasi cosa varrebbe la pena farli anche su questo. Nel mio blog ho scritto un post sul test e visto che in italiano non c’è quasi niente sul tema, quindi grazie per aver tradotto l’articolo.
    [anch’io pensavo di tradurlo “un giorno”, perciò il ringraziamento è maggiore 🙂 ]
    L.

  3. Melkioro says:

    Non c’è alcuna differenza tra i maschi che, nei commenti a questo post, negano o minimizzano la questione, e quelle persone che di fronte alle proteste dei migranti dicono “ma cosa vogliono, che gli diamo un sacco di soldi per stare senza lavorare”. Mi fanno schifo uguale, e anche nel caso dei migranti, l’oppressione che va contro di loro è ‘la stessa’ che va contro il proletario – passatemi il termine sintetico – ma nel caso di un migrante è infinitamente peggiore e passa, anche, per il nostro atteggiamento. Che non è certo facile da cambiare, significa modificare uno stile di vita, cancellare dalla propria testa parole, locuzioni e concetti a cui siamo sempre stati abituati.
    Per noi uomini non è facile liberarsi del sessismo: è difficile scansarsi dalla brutalizzazione di ogni donna che ricorre in buona parte dei discorsi tra uomini, figuratevi cercare di contrastarli. E non pensate al vostro bravo ambiente di partito, di università, di centro sociale o quant’altro: c’è un sacco di mondo là fuori, milioni di italiani che trovano perfettamente normale pensare che una donna debba solo dare piacere all’uomo, occuparsi della casa e dei figli e niente di più. Questa cosa è superata? Mah. Siate onesti con voi stessi.
    Noi uomini dovremmo sentirci in dovere di combattere dentro noi stessi questa cultura, farlo da soli, tra noi, e per farlo è fondamentale ascoltare le donne. Specie quelle politicizzate. E non ascoltare solo quelle che ci stanno simpatiche perché magari in qualche modo ci assolvono.
    Facciamoci delle domande, problematizziamoci e agiamo su noi stessi, invece di pontificare e arrampicarci sugli specchi di fronte a chi ci mette il dito nella piaga.
    Grazie a chi ha scritto e tradotto questo articolo, che condivido in pieno.

  4. MarkTwo.Zero says:

    Sono un uomo
    E’ successo a 14 anni – ero ai giardini – dei ragazzi + grandi mi hanno aggredito , denudato e sputato sul pisello – nessuno è intervenuto – le donne adulte e le ragazze presenti si sono messe a ridere.
    E’ successo a 20 anni – frequentavo il primo anno di Università – i goliardi mi hanno aggredito, spogliato e portato in giro per la città – nessuno è intervenuto – le donne presenti si sono messe a ridere
    E’ successo a 30 anni – ero in palestra – ero alla lezione di aerobica – 20 donne mi hanno portato nel loro spogliatoio e mi hanno spogliato
    E’ successo l’8 marzo 1988 in riviera ligure – donne ubriache uscite dai ristoranti hanno aggredito e spogliato alcuni uomini
    Tutte queste storie non me le sono inventate – succedono ogni giorno e non sempre i carnefici sono maschi – e non sempre le vittime sono maschi ma vi è
    MM MF FM FF . SE riterrete questo mio commento ridicolo allora vi dico che le ridicole siete voi

  5. TehPoisonApple says:

    Io penso, SolitoUomoDiMerda, che sia una sensibilità che raramente si ritrova nel genere maschile.
    E bada bene, “raramente” non significa che siate un fascio unico di persone rudi.
    Anche a me l’articolo è sembrato a volte troppo generalizzante, ma fidati che in quelle poche righe ci sono più cazzotti nello stomaco per chi legge che in un intero tomo.
    Per i due terzi dove cerchi conferme? Da dati ISTAT? Che ancora oggi sono l’imprecisione pura, su questo argomento per la ritrosia che suscita in donne ferite? O sei così tanto ottimista da pensare che le donne che hanno subito violenze siano solo poche (relativamente) e casi isolati? Beh, purtroppo (e ci metto la mano sul fuoco, senza dati ISTAT o articuncoli manipolati da riviste patinate) nell’80% dei casi, ogni bambina, o donna, ha subito nella sua vita violenza, più o meno grave; poi ci sono quelle violentate “”sul serio””ma ehi, la maggior parte delle volte si attribuisce ciò al loro corpo provocante. E se per incoscienza o paura non denunciano, non penso che abbiano voglia di parlare con un intervistatore per diventare dei “dati da statistica”. Come se poi ci fosse bisogno di quelli, per prendere coscienza.
    Inoltre, penso che l’autrice con “guardare il pisello” intendesse una donna che ha la piena consapevolezza e serenità nella sfera sessuale, senza sentirsi in colpa come una “peccatrice”. Secondo questa nuova lettura, non ne hai mai incontrata una? Beh, fatti delle domande.
    Io non credo che tu, a discapito del nick vittimista che ti sei scelto per commentare, sia un “UomoDiMerda”. O forse sì, nei fatti. Ma resta il fatto che secondo me, per capire questo articolo, bisogna avere una sensibilità particolare e preziosa, che non appartiene a tutti (i maschi).
    Ma onestamente, confido senza accorparvi tutti in una massa di idioti, che invece ci siano parecchi così.

  6. solito uomo di merda says:

    Sarò il solito uomo di merda ma mi sembra una accozzaglia di cose vere e luoghi comuni.

    Ad esempio mi chiedo quel due terzi di donne che hanno subito violenza da dove esca fuori.

    Poi francamente di donne che non mi guardano il pisello mentre scopo non ne ho mai incontrate, sarà che ho “solo” 35 anni.

    Ma è vero che le donne vengono guardate e “complimentate” tante tante volte.

    Donne che non si truccano MAI ne conosco.

    Donne che non si depilano MAI NON ne conosco, però.

    Vero che in tv devono e sono tutte fighe.

    Che non ricevono il conto quando lo chiedono a me pare una cosa assurda…

    Insomma, boh, non mi ha fatto questo grande effetto questo articolo.

    Ovviamente è l’opinione di uomo. Di merda.

  7. Selika says:

    Grazie.
    Grazie perchè è da un po’ che ci penso: noi donne, anche le più libere, abbiamo nel DNA anni di repressione e vera paura.

    Nessuno mi ha mai assalita nei vicoli né ho ricevuto molestie da parenti/amici/vicini di casa, eppure ho un timore reale e questo timore ha volto maschile.

    E’ incredibile lo spazio che tolga il convivere con questa paura prettamente atavica, ancestrale, insita nel nostro inconscio a livello collettivo e nella nostra carne a livello ereditario.

    Io e una mia amica vorremmo lavorare appunto sulla “pulizia” di questa eredità, perchè ci siamo rese conto di quanto sia debilitante provare il timore di essere molestate o di subire violenza.

    E’ un tarlo magari piccolo ma costante che un uomo non può conoscere.
    Non sanno cosa significhi il terrore di essere violentate, di far entrare qualcuno a cui non avevamo permesso l’accesso.

    Per cui grazie per aver dato voce a questa realtà.

  8. Flavia says:

    P.S. Consiglio a tutte/i di leggere “Sessualità, violenza e terrorismo. Dalla Palestina all’Irlanda del Nord” di Robin Morgan tradotto da Maria Nadotti (titolo originale “The demon lover on the sexuality of terrorism”). Cito dalla presentazione del libro: “Smascherando l’identificazione tra sessualità maschile e violenza così come si è andata definendo all’interno della cultura patriarcale, Morgan contrasta con forza le tesi essenzialistiche che vorrebbero tutte le donne migliori di tutti gli uomini e nello stesso tempo invita a non trascurare mai le condizioni reali, materiali e psicologiche in cui donne e uomini vengono cresciuti e fatti vivere”.

  9. Flavia says:

    Tipico di alcuni uomini intervenuti spostare l’attenzione sui _loro_ problemi e sulle _loro_ paure per sminuire quelle del genere femminile e farle passare per “anacronistiche” e “non dignitose”.
    Il rischio di farsi rapinare è molto diverso dal rischio di farsi stuprare, ma loro mettono le due cose sullo stesso piano. Ci sono rapine che vengono aggravate dallo stupro, ma questo per loro è irrilevante.
    Per carità, nessuna ostilità nel dire che il bullismo è perpetrato più dalle ragazze che dai ragazzi (secondo quali statistiche?), perché naturalmente sono le donne a chiudere la bocca agli altri e a creare il problema, ora e sempre. Gli uomini non c’entrano, siamo noi che non ascoltiamo, ci piangiamo addosso e non capiamo che i tempi sono cambiati.
    Peccato però che non sia per nulla così. I tempi sono cambiati solo per quanto riguarda le tecnologie, non per quanto riguarda la mentalità. E infatti gli interventi sono infarciti di luoghi comuni triti e ritriti dall’una e dall’altra parte.
    Certo che il problema va affrontato globalmente, perché è come nell’amicizia o nel rapporto di coppia: se si dà e si riceve da entrambe le parti si progredisce, se c’è uno solo che dà e uno solo che riceve non si va da nessuna parte.
    Però, per dare e ricevere, bisogna che le parti si trattino con rispetto e si considerino sullo stesso piano. Qui il problema è proprio questo: il paternalistmo di certi uomini che crede di poter ancora dire alle donne come, quando e dove liberarsi o emanciparsi o avere paura invece di lasciarle libere di scegliere i modi e i tempi che ritengono più giusti.
    E l’identificazione con l’aggressore di alcune donne che pensano che sia giusto continuare a vivere in un mondo in cui il genere femminile è subordinato a quello maschile (dovuto soprattutto all’insegnamento religioso).
    Finché non ci sarà vero ascolto, vero rispetto (di sé e degli altri, e qui parlo soprattutto per quelle donne cui è stato insegnato che loro devono mettere i bisogni altrui prima dei propri), vera autodeterminazione e vera uguaglianza tra i sessi ci saranno sempre riproposizioni di comportamenti maschilisti e misognini (nonché omofobi e intransigenti) che ingabbiano le persone in stupide etichette che non hanno nulla a che vedere con la complessità dell’animo umano.

  10. slavina says:

    io veramente non ho parole per commentare gli ultimi interventi di Luca e Gian.
    veramente penso che si commentino da soli e in un impeto di quella che in spagnolo si chiama *verguenza ajena* (la vergogna per gli altri, traducibile come imbarazzo ma piú specifica) vorrei smettere di approvare questo tipo di interventi… ma poi penso che alla fine sono utili e che – piú dalla reazione piccata che dalla riflessione sulle oppressioni di genere specifiche (dalle quali partivamo) siano uscite fuori anche cose interessanti.

    eh giá ragazzi, il Patriarcato ha fregato anche voi.
    e in maniera anche piú subdola, facendovi credere i privilegiati.
    forse è per questo motivo che non è stato qualche *eroe di guerra* ad attaccarlo frontalmente e a riconoscerlo come nemico da abbattere: è stato il Femminismo. per la libertá e la dignitá delle donne ma anche degli uomini e di tutto ció che c’é in mezzo e oltre.
    pensateci.

    [certo che una roba come
    “E le guerre?? le abbiamo combattute tutte noi e nessuno vi ha mai mandato allo sfacelo, a diventare carne da cannone o farsi fare a pezzi, eppure quando lo facevamo lo facevamo anche per voi, e molte sono scoppiate anche a causa vostra” è cosí ingenua che non so se ridere o piangere]

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  14. luca says:

    E le guerre?? le abbiamo combattute tutte noi e nessuno vi ha mai mandato allo sfacelo, a diventare carne da cannone o farsi fare a pezzi, eppure quando lo facevamo lo facevamo anche per voi, e molte sono scoppiate anche a causa vostra, voi potete fare i ministri ma se ne scoppia uno obbligatoriamente a farci ammazzare ci andiamo noi e questo da 5 mila anni. Chi mi ha mai aperto uno sportello, o mandato un mazzo di rose? essere uomini significa non poter piangere davanti agli altri e non potere mai apparire deboli anche se lo siamo tanto quanto lo siete voi, significa essere gli unici responsabili se le cose vanno male in una famiglia anche se lavoriamo tutte e due, se i soldi sono tanti li spendiamo in egual modo se sono pochi è colpa nostra e diventiamo falliti, e da tali veniamo trattati perchè da 5 mila anni la pappa a casa la dobbiamo portare noi. Tu ti spaventi quando sei sola sulla metropolitana perchè pensi che possono stuprarti a noi di solito fanno direttamente la pelle. Quando capita qualcosa non si sente mai gridare prima uomini e bambini, ma prima le donne e i bambini, e gli uomini dopo se resta tempo, ma nessuno di tutto questo ci ha mai detto grazie e il problema adesso è che non vi portano il conto al ristorante o che pretendiamo che vi tagliate i peli delle cosce se mettete un pantaloncino? Mha. Senza parole veramente.

  15. Poetisa says:

    Very good..but…still there is a better way to be woman.
    just to be today now who you are. it is enough, don´t tink about the past and
    don´t waste your beautiful energy in talk this way..I know that, everyone knows that, and many things about the humanity. Let us be and give our attention on others good things, why not. Talking like that , instead you are “right”, you are giving more and more and more from you to the same thing you don´t like. Please leave it, and work for the best. What is the best? Be a real woman, life with Love, be creative…everthing is nice for you…many many things..
    People doesn´t understnd that …respect their proccess , but if you know how to do , please do it. Love forever.
    A woman.

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  18. Versione PDF in inglese di “A Room of One’s Own”
    http://ebooks.adelaide.edu.au/w/woolf/virginia/w91r/
    Audiolibro (sempre in inglese) letto da Cori Samuel
    http://legamus.eu/blog/?p=153

  19. Pingback: [18+] Mulheres, ninjas e cavalheirismo: os melhores textos de maio | PapodeHomem

  20. Giò says:

    Azz!!!!!!… che acume e che conoscenza!!! … Carlo Orecchia & Cesare, due che hanno capito tutto!!!!…. c’ho ‘na tale voglia de faje vede er mio vittimismo!!!….. il mio è un vittimismo così estremizzato, che può farli sentire ancora più ebeti di quanto non abbiano già fatto quelli che li conoscono!
    Peccato che, a noi donne, non piaccia la guerra e che preferiremmo non piacesse neanche a chi poi ci coinvolge, tragicamente, in esse!…. Peccato anche non aver eccelso, noi donne, nelle Scienze, essendo state tenute lontane dal sapere proprio da quella parte della Società che sapeva di poterci meglio dominare, se ignoranti!… e se qualcuna osava studiare, nonostante i divieti, veniva spellata viva (vedi IPAZIA). Carlo Orecchia & Cesare, siete esonerati dal gravoso impegno di capire “l’ostracismo” dell’autrice, col quale porta avanti questa sua battaglia contro il povero genere maschile: i vostri neuroni potrebbero risentirne! Io però, incurante del furbo vittimismo maschile, insisto nelle mie battaglie di contrasto e di messa al bando dello stupido ed irrazionale maschilismo ….. ma non nella stessa becera maniera in cui i maschilisti trattano le donne …….. di più!…… più delle femministe del ’68, con più vittimismo, insomma!.. ahahah …. e tutto ciò soltanto perché lo richiede l’esistenza di maschi alla Carlo e alla Cesare, di cui la Società può, sicuramente, andar molto fiera! …… pfffff….. uhuhuh ….. an vedi che tipetti!…..ahahah …….

  21. Pingback: Oggi ho letto http://t.co/p0CozBwzLQ @santa_slavin… | Il blog di Simone Martelli

  22. Gian says:

    Riguardo il “privilegio di genere” citato da Flora_Associazione.
    Sono maschio e non mi sento per nulla privilegiato.
    Conosco e ho conosciuto tante ragazze/donne e solo poche sono state vittima di una qualche discriminazione. Discriminazioni avvenute prima che io nascessi, vittime di una mentalità vecchia che ora sta morendo.
    Credo sia un articolo anacronistico, che generalizza malamente definendo un intero genere come oppressore e l’altro come vittima (non tenendo conto di alcune recenti indagini).
    Leggendo l’articolo viene da chiedermi: sono maschio, devo per questo essere bollato come oppressore? Devo essere bollato come oppressore o molestatore se ho guardato delle ragazze per strada?
    Riguardo la libertà intellettuale oggi l’istruzione in tutti i paesi che possono essere definiti civili la libertà d’istruzione c’è, ci sono leggi per cui gli stipendi non possono essere differenziati in base al sesso, gli annunci di lavoro per legge non possono essere differenziati in base al sesso. Le violenze fisiche sono gia punibili per legge, così come gli omicidi ovviamente.
    Tutti gli uomini che conosco hanno una mentalità “liberale” nei confronti delle donne a cominciare dai ragazzi che conosco.
    La mentalità sta gia cambiando.

  23. Gianni Casalini says:

    L’articolo è ricco di spunti. Ha ragione l’autrice quando scrive: “nessun paese del mondo tratta le donne tanto bene come tratta gli uomini.” Mi verrebbe da aggiungere: nessun paese del mondo tratta i poveri tanto bene quanto i ricchi. Ma questo… ormai non conta più molto. E’ la cultura dellla favelas discriminata… il mondo delle minoranze Vs. maggioranze, che poi è l’idea nordamericana della realtà… (a questo proposito non ho mai capito come mai le femministe non si incazzano quando si parla delle donne come “minoranza”).

    E’ difficile immaginare per un uomo le molte limitazioni che comporta l’essere donna in un mondo patriarcale… E’ difficile, ma non impossibile perché tutti, anche i maschi, hanno sperimentato limitazioni ed esclusioni derivanti magari dal non essere competitivi in un mondo che vive di performance, di violenza, di prevaricazione, di “merito”; in quanto, voglio dirlo, il -patriarcato- non è un mondo dove basta avere l’uccello ed essere eterosessuali per avere vita facile.
    Non è proprio questo.

    Credo che negli ultimi cinquemila anni ci sia stata oppressione per uomini e per donne in quantità impressionante. E ce n’è stata di più per le donne. Se il problema però è “soltanto” che ce n’è stata di più per le donne… rimango scettico. Opinione rispettabile che non condivido.

    Ritengo giusta la conndanna dell società patriarcale come forma oppressiva, ma non come forma astratta, piuttosto come sistema di relazione incarnato da uomini e donne reali.
    Se una donna vuole VERAMENTE attaccare il sistema dominante è forse arrivato il momento di mettere al centro del discorso il tipo di relazione con l’altro che desidera e che sia in grado di scardinare il discorso dominante, senza infognarsi in potenziali contro-sciovinismi. E questo lo possono fare solo uomo+donna e non donna+donna Vs uomo. Con buona pace di chi sostiene il contrario.

    E da parte maschile è arrivato il momento di condannare ed emarginare (esiste un valore positivo dell’emarginazione) gli uomini che si mettono in competizione secondo modelli di sopraffazione. Piuttosto che distribuire tanta solidarietà gratutita al genere femminile. Il patriarcato è un problema per i maschi, e grosso. E sarebbe un bene che se ne accorgessero negli spogliatoi della squadra di calcetto, prima di ritrovarsi in qualche dittatura, o vittime di qualche squadrismo, o carneficina mondiale.

    Un saluto a tutte e un saluto anche a tutti i maschi che non hanno mai violentato una donna, né gli è mai passato per l’anticamera del cervello di farlo, anzi l’idea glielo fa semplicemente ritirare come un mollusco e non hanno mai pensato che una persona sia incapace per il proprio sesso o per i propri gusti, né tantomeno hanno mai pensato che una donna non faccia sesso per provare piacere, … e per questo… mai hanno ricevuto elogi, né notorietà, ma hanno trovato tutto ciò semplicemente normale; insomma a tutti quei maschi che nella vita non hanno avuto come nemico -le donne-. Incuranti di essere, non di rado, classificati come: finocchi, anormali, anonimi e impotenti da uomini e donne, secondo un modello di giudizio che è patriarcale, ma è anche tante altre brutte cose.

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  25. Rita says:

    Cesare, la differenza sta nelle tue frasi “in quasi tutto il mondo” e “contrapposizione………..tra persone dotate di cervello e persone stupide”. Rifletti e spero che tu capisca

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  27. Lorenzo says:

    Sono un uomo e sono gay, forse per questo mi fanno schifo gli uomini che commentano seccati. Come se fosse messa in discussione la loro patetica supremazia. Io ho paura di essere picchiato da gente così, di essere definito frocio, da gente così. Capisco le donne che convivono con questi subumani, davvero. Sappiatelo.

  28. Giò says:

    Io sono sempre stata convinta che il bisogno del maschio di prevaricare le donne deriva dai suoi complessi di inferiorità, che, per rivalsa, si trasformano in presunzione di superiorità. Il bisogno del maschio di sottomettere e possedere la donna deriva dalla sua profonda insicurezza e dai suoi voti dell’anima (nei casi in cui sia riuscito a svilupparne un po’). Non riuscirà mai a capire il mistero profondo della donna né quella sua dolcissima ed entusiasmante gioia che lui si illude di rubarle, violentandola. Sa di essere ridicolo nei suoi spasmi di desiderio parossistico del corpo femminile e, non sapendo veicolare questa sua peculiarità, si stordisce, per non sentire il rombo della conseguente vergogna, stuprandola selvaggiamente. Un individuo così fatto sarà sempre più prigioniero dei suoi istinti “disarmoniosi”, selvaggi e insoddisfacenti e, ignaro che potrebbe avere di più e di meglio, se soltanto si accorgesse di essere una persona, insiste nella serialità delle sue squallide azioni. Pur avendo un figlio delizioso, so che i maschi sono, irrimediabilmente, incapaci di accettare il confronto con chi temono, hanno bisogno di soffocarlo, quando possono. Non smetterò mai di essere felice, pur provando una profonda pena per questa metà del cielo, meno uno, che annaspa nel voler guidare il mondo da 5000 anni, sguazzando nella melma della sua presunzione.

  29. cristina says:

    ora mi sento ancora peggio, sono solo una laureanda sotto tesi, non ho vere scuse (o veri lavori). Comunque per chi lo fa girare andrebbero raccolti tutti i commenti formali e informali al testo, per fare una bella analisi anche di quelli!

    buon lavoro:)

  30. Carlo Orecchia says:

    Io ho in mente invece un mondo, reale, dove DA SEMPRE gli uomini sono stati mandati a fare le guerre, talvolta anche ad 11 anni a morire nei modi più atroci.

    Ho in mente un mondo dove appunto gli Shakespeare e non solo raggiungono i vertici non perché maschi ma perché capaci.

    Ho in mente un mondo dove praticamente QUALSIASI cosa è stata inventata da MASCHI. Anche questo sistema dove scriviamo.

    E in particolare il “diritto”, che ha portato all’Art. 3 della Costituzione che nega possibili distinzionei di genere, no che afferem ceh le donne sono delle povere vittime e che quindi varrebbero più degli altri.

    Ma un po’ di dignità care signore, non gusterebbe: essere donne non significa fare le vittiem ad oltranza pur di ottenere vantaggi. Quello solitament is chiama in unaltro modo. Volete fare le rivoluzionarie, ma sotto sotto siete solo delle piccole borghesi con l’animo delle mantenute.

  31. slavina says:

    Francesco,
    rileggi l’articolo, perché il problema non è la *censura femminista*. è che tu non l’hai capito.

  32. Francesco says:

    Questo articolo è stato postato anche su “Un altro genere di comunicazione”. Ho fatto notare, senza né insulti né altre cose brutte, che “Anch’io ho un cellulare e anch’io me lo tengo stretto quando passo davanti a un gruppetto di brutti ceffi che cercano rogne. Sono problemi che hanno tutte le persone pacifiche, e non cercate di far passare l’idea che tutte le donne siano persone pacifiche perché non è così. Anzi, statisticamente nei casi di bullismo le responsabili sono più spesso ragazze che ragazzi.” e sono stato bannato. Ripeto che non c’era l’ombra di un insulto nel mio post; le parole erano esattamente quelle che ho appena scritto. Poi non mi venite a parlare di “censura maschilista”.

    E tu, lettrice donna, quando commenti un articolo, pensi “Per favore, che non mi tappino la bocca.” o “Per favore, che non mi caccino a pedate a prescindere da quello che dirò.”? Riesci a immaginare un mondo dove a tuo figlio di dieci anni viene detto tutti i giorni che sua madre e le sue parisesso hanno come unico pensiero in testa di violentarlo, sottometterlo, assassinarlo, limitarlo, controllarlo? Dacci dentro con l’empatia e immaginati un mondo dove gente che manco c’ha voglia di leggere le obiezioni più civili ed educate pretende di venirti a spiegare cosa è successo negli ultimi cinquemila anni di Storia.

  33. slavina says:

    Cesare
    il tuo commento dimostra ampiamente che non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.
    evidentemente questo post non è rivolto a te.
    manchi di empatia, quindi sbadigliando mi evito anche di controbbatterti punto per punto: sarebbe uno sforzo inutile e io da estremista femminista al tempo del femminicidio ho un sacco di altre cose da fare.

  34. cesare says:

    Ma per favore!
    Ridurre tutto a queste affermazioni mi sembra, a dir poco, superfluo ed inutile.

    Mi sembra eccessivo questo vittimismo latente, portato avanti in continuazione e senza alcuna obbiettività.
    Sembra che le donne non abbiamo ottenuto nulla, che siano ancora relegate al ruolo di schiava del focolare domestico dove comanda il padre padrone.

    Peccato che in molti paesi siano le donne a ricoprire il ruolo di primo ministro (Germania, Islanda, Argentina, Australia ecc.) o quello di CEO in grandi multinazionali.
    L’autrice, invece, porta avanti questa sua battaglia contro il genere maschile, con un ostracismo degno delle peggiori estremiste femministe del 68.
    Forse anni fa era cosi, ma oggi, in quasi tutto il mondo, le donne hanno le medesime opportunità degli uomini.

    La questione è invece semplice. Ci sono uomini stupidi che attuano comportamenti animaleschi? Ovviamente.
    Allo stesso tempo ci sono anche donne che sfruttano la propria bellezza, che usano il proprio fascino, ed il proprio corpo per ottenere privilegi e immunità.

    Quindi non è una contrapposizione tra UOMO forte e DONNA debole ma solo tra persone dotate di cervello e persone stupide.

    Tutto il resto, a mio parere, è solo del vittimismo estremizzato.

  35. slavina says:

    grazie per avermelo fatto notare, correggo subito!

  36. Flora_Associazione Afroitaliani/e says:

    Dimenticato il link all’articolo sul white privilege 😉 http://www.feministezine.com/feminist/modern/WhitePrivilege-MalePrivilege.html

  37. Flora_Associazione Afroitaliani/e says:

    Grazie per aver tradotto questo bellissimo pezzo in italiano, illustra bene cosa sia il privilegio di genere, i vantaggi immeritati che hanno i maschi solo in virtù del loro genere. Mi ricorda molto un articolo di MC Intosh sul privilegio che hanno i bianchi solo in virtù del loro essere bianchi. Al riguardo ti volevo segnalare qualcosa che sarà stata una svista e che magari potresti correggere: la scrittrice nella versione originale scrive – giustamente – ” A negra sofre mais que eu” ossia “la donna NERA soffre più di me”, che invece qui è stata tradotta in italianoo con l’espressione bianco-normativa “di colore” (di che colore? anche il bianco è un colore) Credo che sia un errore dal punto di vista politico che andrebbe rivisto. Grazie mille.

  38. Paolo says:

    comunque chi si depila e si trucca non è “schiavo” o “schiava”..è legittimo quanto non farlo. Chi si prende cura del suo aspetto estrtico in un certo modo non deve sentirsi uno schiavo per questo, chi lo fa in un altro non deve essere umiliato

  39. slavina says:

    grazie Cristina!
    questo testo mi bruciava tra le mani – e io sono una persona quasi disoccupata, piú che altro 😉

  40. Paolo says:

    Essere sexy ed eroici non è un controsenso..gli eroi maschi sono forse tutti brutti? L’importante è che l’attore sia credibile e in parte. L’estetica non fa parte della nostra vita di uomini e donne? Onestamente e parlo da appassionato di cinema il Bechdel test non mi convince per niente d è molto arbitario…il fatto che un film non lo superi non fa di quel film un film maschilista o che non abbia bei personaggi femminili..sinceramente non ho mai visto tanti personaggi femminili complessi, credibili, comici, drammatici, plausibili, negativi e positivi quanto quelli maschili come nel cinema e nelle serie-tv e sit-com di oggi..poi è ovvio che ogni rappresentazione della realtà per quanto riuscita non può mai essere esaustiva..ma la narrativa racconta l’umano, la società nel bene e nel male e spesso lo fa bene.

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  42. cristina says:

    Grazie per la traduzione:) mi ero ripromessa di farla dal portoghese appena avevo letto il post, ma ho rimandato e rimandato. Ma per fortuna tu sei una *persona meglio*. Merci!

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