tra qualche giorno

partecipo al Live Performers Meeting tra qualche giorno.
mi hanno chiesto di scrivere una bio accattivante. non credo di esserci riuscita, comunque e' questa.

slavina nasce come entita' digitale nei primi mesi del 2002, dai resti ancora fumanti della creativa polly jane aulin, autrice di BitterSweetBeat (il primo fotoromanzo interpassivo pensato per il web) e dalle ceneri di silvia c, studentessa di antropologia e aspirante giornalista, collaboratrice di periodici e quotidiani che e' meglio non nominare (tipo Time Out Roma e L'Unita'… vero che era meglio non nominarli?)
i suoi primi passi nel mondo della videocreazione avvengono in realta' alla fine degli anni '90, nei sotterranei del Forte Prenestino insieme alla banda di Candida tv. con il gruppo romano realizza trasmissioni televisive, organizza workshop di alfabetizzazione audiovisuale e partecipa a diversi festival di vjing europei.
autodidatta ostinata e sostenitrice dell'apprendimento tramite condivisione e scambio orizzontale, si convince finalmente a prendere parte ad un seminario su Performance e Tecnologia all'Universita' di New York durante tutta l'estate del 2001. lo frequenta svogliatamente e riparte per l'Italia il 10 settembre, arrivando a casa giusto in tempo per vedere le due torri crollare.
anche slavina scivola irresistibilmente verso il basso. utilizza tutti i media che ha a disposizione e cerca di inventarne altri, ma non trova piu' se stessa ne' il senso delle variegate e pur affascinanti rappresentazioni collettive a cui partecipa.
abbandona l'avventura di Candida ma non i sogni di gloria, e continua in solitario a tessere reti di ricerca creativa ed esistenziale.
nel 2003 'incontro ed il felice sodalizio con nikky aprono nuove strade: il queer come ambito semantico di riferimento, il flxer come nuovo software di contaminazione visuale, l'attivismo pink come riaffermazione della potenza rivoluzionaria del corpo. dal teatro di strada alle lotte nel fango, passando per feste ad elevato tasso di esibizionismo e voyeurismo come Coq madame e PhagOff, della quale slavina fotografa gli scandali.
non c'e' piu' decoro e la precarieta' incalza, cosi' slavina, nell'estate del 2005, riempie una valigia e si trasferisce a Barcellona.
durante l'inverno, insieme al SexyShock realizza Ni coupables, ni victimes (documentario ufficiale della conferenza europea sul sexworking). presenta al Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona il video-progetto Condoneria Pepino. collabora con il gruppo Girlswholikeporno a seminari su porno e femminismo.
nella primavera del 2006, spinta dalla fame e da un'amica fotografa, si ritrova a posare nuda in uno dei portali softcore piu' conosciuti del web 2.0.
slavina e' una suicidegirls che si chiama frenesi, come un'attempata videoattivista prestata al porno di un bel romanzo di t. pinchon.

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