malapecora

emancipazione 2.0 ovvero non sara' originale ma io a sto punto faccio un figlio

malapecora — Inviato da slavina @ 20:39

ebbene si', l'ho fatto.

se sia dipeso piu' dal riflusso ideologico totale globale o dal fatto che per una volta nella vita ho incontrato un uomo credibile non lo so.

volerlo, so che l'ho sempre voluto... (Continua)

mi sembra ingiusto...

we are winning, malapecora — Inviato da slavina @ 00:47

che solo gli utenti di SuicideGirls me la possano guardare.

guardatemela pure voi. 

 (Continua)

a volte ritorno

malapecora — Inviato da slavina @ 01:42

le vacanze romane sono state cosi' belle e intense che tornare in questa Barcellona calda e di nuovo piena di stronzi in skate mi ha stranito un po'.

nel frattempo infatti e' successo di tutto ma cosi' di tutto che nemmeno ce la faccio a scriverlo...

ci metto una foto che un po' rende l'idea del tenore di rilassatezza morale del Queer Jubilee di quest'anno

 

 

 (Continua)

malapecora

malapecora — Inviato da slavina @ 02:53

non significa pecora cattiva, anche se e' la prima cosa che pensa qualsiasi italian@ che sappia una minima di spagnolo. malapecora in realta' vuol dire donna di malaffare, puttana.

il risultato di questo incrocio linguistico e' una pecora in reggicalze e con un'aria ammiccante. che sarei io.

 

mantis durmiendo (Continua)

un, due, tre... e' morto Pinochet

malapecora — Inviato da slavina @ 09:02


insomma, non e' vero che l'erba cattiva non muore mai...
e anche che la giustizia non sia di questo mondo non e' solo un modo di dire...

pero' queste due che scappano dandosi la mano mi evocano un sacco di corse col battito del cuore a mille
e quel cuore era il mio.
quindi, alla faccia di quel cornuto di Pinochet, guardando questa foto come al solito empatizzo e ritorno ai cazzi miei pendenti.

perche' quando mi capitava di trovarmi in situazioni del genere, di tensione a mille, con le gambe in spalla tra lacrimogeni e sassate...
davo veramente di matto se qualcuno o qualcuna mi prendeva per mano, sebbene mi considerassi sempre quella debole, che evidentemente si impanicava, che smetteva di parlare e quasi sempre poi piangeva (di rabbia, ma in quei momenti queste sottigliezze non si notano).

il ricordo appannato di una sensazione di stizza (lasciami la mano che vado da sola) funziona anche come metafora del tempo presente, nel quale rifuggo le battaglie campali e se sento puzza di bruciato faccio un giro piu' largo, torno a casa, mi faccio una bella camomilla e mi guardo bene anche dall'accendere la televisione...
eppure continuo a trovare estremamente difficile tenere per mano qualcuno o qualcuna per piu' di 5 passi, fosse pure per fendere la folla consumista impazzita di Portal de l'angel.



avevo talmente tanta paura che dovevo essere concentrata in tutto e per tutto su di me. e gia' era tanto.

non cadere
cerca una via d'uscita
respira piano, pero' respira
guardati intorno con tutte le diottrie che ti mancano
...e tu lasciami sta cazzo di mano, che mi fai inciampare

ce la faccio benissimo da sola



in questi momenti mi viene il dubbio che la mano che cercava la mia per rassicurarmi e portarmi in salvo in fretta, avesse quanto e piu' bisogno di me della sensazione di aiutarmi.

e - questa fra tante - e' una delle soddisfazioni che non gli ho mai dato.

il porcoddio dei ricordi registrati

malapecora — Inviato da slavina @ 08:59


mai come in questi giorni comprendo l'ira bonaria del mio amico fabrizietto che in tempi passati, ogni volta che mi incontrava se ne usciva prima o poi, invariabilmente, con l'affermazione: ma che cazzo fai co quella telecamera sempre in mano?
e rendo involontario omaggio a quella stronza di ingrid bergman che quando le chiedevano qual'era il segreto della felicita' rispondeva dalla sua villa svizzera: la cattiva memoria.

ebbene se io, con uno sforzo costante e con l'acquisto di un biglietto aereo da 20 euri per Barcellona sono quasi riuscita ad imparare a dimenticare, la mia telecamera purtroppo (o per fortuna) no.

parlo della mia hi8 da battaglia, quella che m'ha seguito negli anni della formazione (formazione de che ancora non s'e' capito ma andiamo avanti che e' meglio...)
dicevo questa mia puta amatissima hi8 in questi giorni m'ha restituito ricordi che ero riuscita a occultare abbastanza bene sotto il tappeto dell'inconscio.

eventi piu' unici che rari, momenti di emozione estrema, sguardi irripetibili... mi sono beccata una bella serie di cazzottoni nella panza e scappellotti dietro il collo, mentre seduta davanti al mio vecchio compiuter del lavoro rivedevo la mia vita scorrere scema e stronza e infame
e a volte bellissima.

(stavo preparando il video-bio-set per la performans di domani)


e magari di questo post non si capisce un cazzo ma non fa niente.

e' un'ora che mi ascolto a randello Lyla dei CocoRosie e ho smesso da appena dieci minuti di piangere sul latte, le cassette e la vita che ho versato.



non avrei potuto scrivere qualcosa di sensato manco se avessi voluto.


era estate e un caldo osceno abbracciava roma

malapecora — Inviato da slavina @ 16:16
era estate e un caldo osceno abbracciava roma, la stringeva in una morsa accecante.

era la casa di un amato. Era questa canzone.
io tornavo per ripartire.

stavo piu' o meno come ora, stanca e in balia di mille emozioni contrastanti... forse ero meno confusa di adesso, in questo eterno piccolissimo momento che sto cosi' nel pallone che avrei voglia di chiudermi nell'abbraccio di un piumone
perche' mi sembra che l'estate se ne sia andata senza aver nemmeno salutato, nonostante su Barcellona negli ultimi giorni splenda un sole spudorato.


quel giorno invece era di sicuro ancora estate, lui si strafaceva e io non riuscivo nemmeno a toccarlo. volevo piangere, ma per questo genere di cose da tempo non riesco piu' piangere.
non reagisco proprio.
mi e' rimasta solo una rabbia muta e la sensazione brutta di non saper che fare...


in questi giorni l'ho pensato spesso e ho avuto voglia di tenermelo vicino nel letto e di essere ancora una volta la sua sponda, la sua spalla, la sorella. il rifugio di quando la notte si fa nera. quello che lui e' stato per me.
lo vedevo camminare per roma con la faccia tesa, sentivo il sapore amaro dei milioni di sigarette che stava fumando, mi bruciavano sulle guance le sue lacrime.
perche' sono sicura che lui, come me, avra' pianto.


si', questo e' un blog blogg, come m'ha detto Paolo, il mio amichetto genio che siccome e' un genio e' un po' saccente. (glielo perdono, perche' lui almeno e' un genio veramente)

questo blog e' un diario segreto scritto in genere nella lingua sbagliata e buttato nella rete.
e' fottutamente autoreferenziale.
e' tanto autoreferenziale che questo post che ho scritto non verra' mai letto nemmeno dal personaggio che ho evocato, che continuera' a strafarsi e le lacrime se le sara' asciugate da solo e di certo non saro' stata io il suo rifugio.



per uscire fuori dall'autoreferenzialita' per un minuto vi dico che qualche giorno fa a roma un ragazzo e' morto ammazzato, accoltellato da due fascistelli scemi.
che questa era la 134ma aggressione di stampo idiotico-fascista in un anno.
io ci sono stata male e continuo a starci male e volevo essere la' ad abbracciare i miei fratelli e le mie sorelle e invece non c'ero e ho solo dato due calci al muro.




il mio blog e' una buca nella sabbia dove urlo tutto quello che non sono in grado di dire, perche' non ne sono capace o perche' non c'e' l'occasione.

things I do when pazzeschi left...

malapecora — Inviato da slavina @ 08:13



Barcelona, oh cara

malapecora — Inviato da slavina @ 07:18



non e' nemmeno una settimana che sono a roma e gia' smanio.
sara' il caldo atroce, sara' che sono venuta per lavorare e arrivavo in pieno down psicofisico,
sara' che mi manca sempre qualcosa, massi', sara' colpa della precarieta'...
non lo so perche', ma m'e' presa abbastanza male.

il paradosso e' che nemmeno il ritorno a Barna lo vedo cosi' allegro...

quindi a partire dall'11 luglio accetto inviti in qualsiasi parte del mondo, piu' lontana e' e meglio e'.

in cambio non sono disposta a dare niente.
ne' un pompino, ne' un abbraccio, ne' un piatto di pasta, ne' lavare i piatti, ne' ascoltare i racconti delle ultime prodezze di mariti fedifraghi e nemmeno raccontare io stessa le mie sfighe amorose.
tutto quello che chiedo e' un letto. e vegetare.
e ora che ci penso so benissimo dove andro'.


mariaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!

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